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DiscoDays: tutti i colori della musica

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DiscoDays: tutti i colori della musica

Domenica 11 ottobre ho fatto un bagno nella musica! Al Palapartenope di Napoli c’è stato quel fantastico evento, mix di mercato del disco, mostra di rarità, concerti e atmosfera unica che è DiscoDays. Ci ero già stata in passato (ne ho parlato l’anno scorso in questo post) e devo dire che ogni anno l’emozione è la stessa: sentirsi accolti e abbracciati da migliaia di dischi di tutti i generi e su tutti i supporti è una sensazione che ricorda l’infanzia, è come tornare bambini in un gigantesco negozio di giocattoli, con la differenza che ognuno di questi pezzi è parte della storia e in molti casi ha una sua storia.

Quest’anno poi ho avuto il piacere di ascoltare dal vivo i ricordi di Crystal Taylor, membro della crew dei Queen, ospite di QueenMuseum per i festeggiamenti dei 40 anni dall’uscita del magnifico A Night At The Opera. Conoscere qualcuno che è stato così vicino ai musicisti che mi hanno accompagnato per tutta la vita è stata una bella sorpresa 🙂

Come sempre sono rimasta affascinata dalle copertine, tante immagini, tanti volti, tante idee e ispirazioni che riflettono il passare del tempo e il cambiare dei tempi, tutte lì a far bella mostra di sé dagli espositori, come una vetrina per il tempo che è passato. E’ stato come trascorrere una giornata in un caleidoscopio coloratissimo fatto di luci e suoni di tutti i tipi, dal classico napoletano al classico dell’heavy metal, perché la musica ha diversi linguaggi ma di sicuro ce n’è per tutti e di tutte le età.

…Ma vi immaginate se la notte tutte quelle persone lì su quelle copertine si parlassero in segreto? Cosa si direbbero?

Mi piace pensare che si racconterebbero aneddoti improbabili, con le dive degli anni ’50 a simulare ritrosia e diniego alle storie delle rock band, con i Beatles a scuotere la testa e qualche jazzista che intona un assolo in lontananza.  🙂

Ma voi ve la immaginate Doris Day, con quella voce celestiale e quel visino angelico, ad ascoltare i racconti di Ozzy Osbourne, Slash e James Hethfield, tanto per citarne alcuni? Ci giurerei che sarebbero scene indimenticabili. 😉

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Crystal Taylor, membro della crew dei Queen, intervistato al Disco Days.

 

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Crystal Taylor, membro della crew dei Queen, intervistato al Disco Days.

 

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Fiera del disco Napoli Casa della Musica

DiscoDays, quando il mondo viaggiava a 45 giri!

DiscoDays @ Casa della Musica, Napoli

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Ieri la Casa della Musica a Napoli ha ospitato DiscoDays, la Fiera del Disco e della Musica. Un tuffo nel passato prossimo, quello in cui la musica si poteva ancora toccare, aveva forma rotonda, era solitamente nera, ma molto spesso anche coloratissima, e girava in tondo facendo viaggiare con la fantasia milioni di persone nel mondo.

Adoro le fiere del disco. Il bello di questi eventi è che puoi trovare cose quasi impensabili, dalla colonna sonora de Il ponte sul fiume Kwai a Michael Jackson, passando per Nino Taranto e I cugini di campagna 🙂

Puoi tornare a casa con John Lennon in borsa o con una manciata di dischi da 1euro, o, perché no, con pezzi rari da 500 euro e più.

Ci sono andata perché c’era una mostra sui Queen organizzata da QueenMuseum, e amando i Queen più di ogni altra cosa non potevo non andare a rendere omaggio 😀

E poi ci sono andata per i vinili, i 45 giri in particolar modo. C’è qualcosa nei 45 giri che mi affascina fin da quando ero bambina. Sono magicamente attratta dai vinili, credo abbiano dei poteri magici, mi incantano per ore tenendomi ferma in piedi davanti al giradischi, ipnotizzata dal suono, dai colori e dal loro potere di far sognare con poco.

I vinili sanno di infanzia, di fiabe a 33giri, di adolescenza e di pomeriggi passati a sentire musica quando il mondo era analogico e il tempo sembrava più lento.

Le emozioni che dava il vinile erano fatte di fruscii, di quegli scricchiolii che interrompevano il silenzio all’improvviso, pochi istanti dopo che avevi lasciato cadere delicatamente la puntina sul disco, facendo attenzione a centrare il solco evitando di graffiarlo, e non ci facevi caso ma stavi trattenendo il fiato aspettando che la musica partisse. E poi, ecco, venivi inondato dal suono, ti avvolgeva nascendo da quel disco che girava veloce davanti ai tuoi occhi, da quei solchi nei quali era conservata magicamente la musica, l’essenza stessa del suono.

Il fatto è che la musica ce l’avevi proprio lì davanti agli occhi, il disco suonava per te in tua presenza, potevi vedere quando stava per finire, sapevi quanto mancava alla fine della canzone e imparavi a dare un tempo ai voli di fantasia per poterli rendere ancora più intensi, eri come padrone del tempo stesso e bastava abbassare la puntina per ricominciare ancora. Tutto lì, davanti a te.

I dischi ormai sono emozioni da collezione, ricordi polverosi, graffi che si vedono in controluce e granelli di polvere da soffiare via in silenzio, con calma, mentre il mondo corre, trattenendo il fiato. I vinili sono magici.

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