Garden Stories

rain and blossoms

Garden Stories: of rain and blossoms

{Garden Stories: of rain and blossoms}

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La primavera non si è fatta aspettare, mentre l’anno scorso a giugno sembrava di essere in pieno autunno, da qualche il giorno il caldo ci avvolge come l’abbraccio di un parente affettuoso che non vedevamo da un anno almeno. E per essere una primavera in piena regola si è fatta annunciare da un paio di giorni di pioggia calda e pesante, che ha lavato i petali delle mie margherite africane rendendole lucide e decorandole con perle d’acqua e riflessi del sole. Non credo esista nulla di più bello di un bocciolo lilla tenue ricoperto di perline trasparenti, un po’ abbattuto dal peso delle goccioline, che si rialza con forza il giorno dopo al comparire del primo sole. C’è qualcosa di veramente poetico nel modo in cui le corolle appesantite chinano il capo facendo risplendere la pioggia, aggrappata con forza ai petali delicati che si chiudono come una gonna a balze su una ballerina in una pirouette. La natura è lo spettacolo di magia più puro e innocente che esista.
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*All photos taken with a Canon Eos 6D and Canon EF 100mm f 2.8 *

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Garden Stories 2015 – Neve!

Garden Stories 2015 – Neve!
{Winter Wonderland}

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Il 2014 ci ha salutati con uno splendido regalo, per quelli come me che vivono al sud, vicino al mare e in una perenne alternanza climatica tra primavera ed estate: la NEVE!

Nella mia città quando si parla di neve si parla inevitabilmente della “nevicata del ’54”, che imbiancò tutto per giorni trasformando le campagne in distese candide, le strade in piste da slittino improvvisato alla meglio e la fontana dei delfini della piazza centrale in un’opera d’arte fatta di ghiaccioli e cristalli trasparenti. Tuttora su Facebook circolano fotografie dell’epoca, un po’ sbiadite e macchiate, in cui la neve prende un colore caldo e le sagome dei passanti hanno forme antiche, di gonne lunghe, scialli e calzoni corti, ma che nonostante il tempo trascorso trasmettono perfettamente la sensazione di gioia infantile e ingenua che la neve porta nei luoghi in cui cade raramente.

E anche questa volta, come per le più brevi nevicate di qualche anno fa, ci siamo trasformati in bambini emozionati, abbiamo messo un maglione in più e siamo usciti sfidando il freddo per scattare centinaia di foto, provare a passeggiare per le vie del centro camminando come paperelle nella speranza di non scivolare e, naturalmente, fare a palle di neve!

La neve è iniziata a cadere di sera, leggera e silenziosa, svolazzando giallognola sotto i lampioni, invisibile negli angoli bui e candida sui primi centimetri di asfalto lentamente imbiancati. All’inizio era solo qualche fiocchetto, piccolo e dispettoso, che danzava davanti alle facce dei passanti infreddoliti che si affrettavano per strada, convinti che sarebbe durata il tempo di un po’ di vento e sarebbe scomparsa alla vista dei primi raggi di sole il mattino dopo. Poi il buio è diventato silenzioso, morbido, e quasi per magia la città si è nascosta sotto uno strato leggero di nevischio, lasciando increduli quelli che ancora erano in giro, col naso all’insù, a guardare quel vortice di fiocchi di neve che saltellavano e ricadevano allegri da un cielo coperto e gelido. La notte lasciava spazio alla neve, regina dell’inverno, che veniva a farci visita all’improvviso. Lentamente il mondo si stava colorando di magia, di notte, mentre le anime sono distratte o addormentate.

Ecco: immaginate una fredda notte di fine anno, al calduccio tra le mura di casa, al riparo sotto il piumone, quasi nel mondo dei sogni. E’ iniziato così.

All’improvviso dalla strada una voce urla “Nevica!” e mi sono precipitata alla finestra, saltando giù dal letto coi piedi freddi sul pavimento nudo, e ho trovato ad aspettarmi uno spettacolo stupendo: la mia città tutta bianca, perfetta, sospesa nel tempo, dipinta dalla natura con la sua mano magica, come un immenso letto di panna e latte, una distesa infinita di nuvole e ovatta. Che incanto!

La vera magia è stata che la neve è durata fino al giorno dopo, si è posata coprendo tutto e regalandoci un risveglio incantato nell’ultimo giorno dell’anno, sospendendo di colpo tutte le attività, interrompendo festeggiamenti e preparativi, portandoci tutti giù, chi alla finestra chi in strada, a divertirci con le cose più piccole e semplici: lasciando impronte di salti e scivolate, scrivendo con le dita congelate cose buffe sulle superfici intatte, fotografando con gli occhi e con la mente il manto candido che ha avvolto tutto come per miracolo. Qui la neve non cade quasi mai, e quando cade, è sempre un piccolo miracolo.

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Garden Stories #3: Flowers and Bees

IMG_9593©annajsergioTheArtDiary

{Garden Stories #3: Flowers and Bees}

{in italiano qui}

Flowers and bees are the queens of my garden in these full spring days! I love chasing them with my camera while they’re jumping in and out from flower to flower with their head covered with pollen or while they hang head down from the flowers heavy for their yellow striped guests’ weight! They don’t seem to be bothered with my presence, despite my lens almost in the plants, and seem to be posing for a quick open air shooting… who says bees can’t be vain after all? 😀

flowers and bees {Fiori e api}

Le api sembrano essere le regine del giardino in questi giorni di primavera inoltrata! Amo rincorrerle con il mio obiettivo macro mentre saltellano di fiore in fiore con le testoline tutte sporche di polline e vederle aggrapparsi ai petali, infilarsi tra gli stami e pendere a testa in giù dalle corolle appesantite dal peso delle loro ospiti gialle e nere. Le api non sembrano infastidite dalla mia presenza, nonostante l’obiettivo praticamente infilato tra le piante, e si mettono volentieri in posa per qualche scatto fugace 🙂 Che anche loro siano vanitose? Chi può dirlo! 🙂
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