Perché scrivo?

{Perché scrivo?}

perché scrivo

Qualche giorno fa ho letto diversi post sulla scrittura e le motivazioni per scrivere e naturalmente non ho potuto fare a meno di chiedermi:

Ma io, perché scrivo?

Probabilmente nel mio caso la domanda, visto anche il sottotitolo di questo blog, dovrebbe essere per chi scrivo, dal momento che il termine soliloquio, oltre a rappresentare bene i lunghi e tortuosi discorsi che spesso la mia mente porta avanti indisturbata, si riferisce a discorsi fatti in solitudine, senza contraddittorio né interazione.

Ma la risposta al quesito “Perché scrivo?” è molto meno scontata di quanto sembra, è forse uno degli interrogativi più difficili cui replicare.

Ebbene, “dovresti saperlo” è la prima risposta che la mia mente iperattiva mi suggerisce, essendo lo scrivere un’attività che amo fare, che dico di amare e che rappresenta il mio ideale di impegno quotidiano (leggasi ho sempre immaginato di fare la scrittrice).

Ma il dover sapere perché si fa qualcosa che ci piace non è una risposta né tantomeno una spiegazione concreta.

perché scrivo

Un’altra risposta vagamente pretenziosa che può venire fuori è “perché cos’altro potrei fare?”.

Certo, l’idea della scrittura come necessaria espressione di una viva e prolifica interiorità, nonché segno evidente della capacità di dominare e gestire una prolifera fantasia e, non ultimo, l’insita consapevolezza di possedere la capacità di trasmettere emozioni profonde, è uno scenario lusinghiero per chiunque, ma è un autoritratto ideale troppo altisonante e narcisista per i miei gusti, oltre che molto pericoloso perché porta diritti sulla via del delirio di onnipotenza, celebre strada senza uscita che affaccia sul ridicolo e confina con il nulla. 🙂

perché scrivo

 

Allora ho fatto silenzio tutt’intorno, ho chiuso la porta delle risposte istintive e d’impulso, ho allontanato le fantasiose visioni di me, novella Virginia Woolf in una stanza tutta per me dove scrivere a mio piacimento romanzi perfetti su vite imperfette, ho fatto il vuoto in maniera molto zen e mi sono chiesta:

perché scrivo?

Immediatamente ho rivisto la scena di me piccola, a poco meno di 4 anni, distesa a pancia in giù sulle maioliche a riquadri concentrici grigio scuro e grigio chiaro della casa in cui vivevo all’epoca, intenta a decifrare la scrittura di un libro illustrato come si fa con i giochi enigmistici in cui a numero uguale corrisponde lettera uguale, imparando inconsapevolmente a scrivere (e leggere), ricreando quelle lettere tutte in maiuscolo su un foglio di carta bianco sul quale prendeva forma il mondo.

Forse scrivere è stato il mio gioco solitario di figlia unica, da sempre innamorata di tutto ciò che avesse pagine, non necessariamente con disegni, affascinata da quei segni fitti e ripetuti che riempivano i fogli portando significati misteriosi che non vedevo l’ora di conoscere (la stessa curiosità che mi ha portata poi a studiare lingue orientali, l’attitudine da decodificatore seriale 🙂 ).

 

perché scrivo

Ma scrivere costituisce un magnifico binomio con leggere. La lettura consente di viaggiare nel tempo e nelle anime scoprendo mondi che mai avremmo potuto immaginare se non attraverso un libro. E, più umilmente, non si può imparare a scrivere bene nella propria lingua se non si leggono cose scritte correttamente. Leggere aiuta a dare forma al nostro mondo interiore.

Ed è proprio dal mondo interiore che viene una possibile risposta alla domanda “perché scrivo?”.

E’ una risposta che passa per la fantasia, l’immaginazione e le emozioni. Scrivo perché la mia mente è affollata da immagini, parole, intuizioni frettolose che esigono una frettolosa realizzazione, personaggi che vivono una vita tutta loro nella mia testa e che spesso bussano alla porta della mia attenzione per farsi scrivere e prendere vita sulla carta. A volte vivono per mesi, anni, o settimane, altre volte durano solo qualche minuto, ma la loro esistenza, l’esistenza di altri mondi possibili, mi porta a scrivere, a usare le parole come mezzo per dare vita all’altro.

Nulla di nuovo, dunque. Ce ne sono tanti di pazzi in giro (alcuni anche rinchiusi, ma quello è un altro discorso 🙂 ) con personaggi che vivono una vita indipendente e autonoma nella mente. Ma non tutti scrivono. Alcuni dipingono, altri fotografano. E’ questo il punto, forse.

La scrittura è un mezzo di espressione della propria interiorità. La scrittura è un medium, che non ha necessariamente bisogno di un lettore o un pubblico.

perché scrivo

 

O forse sì? Ha senso scrivere qualcosa che non verrà mai letto? E’ giusto scrivere soltanto per se stessi? Non è forse un modo di confondere la scrittura con lo sfogo di un’interiorità dalle problematiche irrisolte? E chi lo dice che risolvere i propri conflitti interiori attraverso la scrittura sia poi un errore? E poi, si può vivere senza esprimere quello che si ha dentro?

perché scrivo

 

Tornando al quesito iniziale, e guardando alla scrittura non soltanto come una forma d’arte ma come uno strumento lavorativo, mi viene da approfondire la domanda: quando si fa della scrittura il proprio lavoro, perché si scrive? Gli sfoghi personali, le elucubrazioni e le fantasie più svariate non sono certo le motivazioni adatte a descrivere le caratteristiche di un prodotto o un marchio, a meno che non parliamo di psicofarmaci, forse 🙂

Come cambia l’atteggiamento di chi scrive per passione e chi scrive per lavoro?

E’ davvero la passione per le parole che porta a volerle utilizzare ogni giorno, con impegno, costanza, diligenza e sacrificio, fino a farne strumento di sostentamento? E la passione per le parole, resta la stessa una volta che la si è trasformata in lavoro?

Si può davvero dire di essere uno scrittore soltanto quando si scrive per un pubblico?

perché scrivo

Seguimi su FACEBOOK!



Follow on Bloglovin

Instagram

 

As for the soul… the truth is, one can’t write directly about the soul. Looked at, it vanishes; but look at the ceiling, at Grizzle [the dog], at the cheaper beasts in the Zoo which are exposed to walkers in Regent’s Park, and the soul slips in. It slipped in this afternoon.

Virginia Woolf
Anna

Anna

Digital Strategist | Visual Story Teller | Content & Community Manager at Anna
Digital Strategist, fotografa, cantastorie.
Pianifico strategie digitali, creo contenuti visivi e testuali per il web e gestisco Social Media e Community. Vuoi saperne di più? Contattami!
Anna
Share the love!
Share on Facebook42Tweet about this on TwitterShare on Google+0Pin on Pinterest2Share on LinkedIn0Share on Tumblr0Share on Reddit0Share on StumbleUpon0Email this to someone