Ravello

Sulla fotografia in bianco e nero (Ricordi di Ravello)

{Quanto dura un attimo fotografato in bianco e nero? 

E’ già eterno ancora prima di viverlo.}

amalfi coast

Se la fotografia ha il potere di creare ricordi che nel corso del tempo aumenteranno di valore emotivo e di numero, la fotografia in bianco e nero ha il potere di trasformare in ricordo del passato anche ciò che è vivo e presente, tuttora fruibile e ripetibile. E’ quel sapore di antico e lontano che ha lo sviluppo in scala di grigi, quella capacità di raccontare storie anche dove le storie non esistono ancora, di sussurrare ricordi quasi svaniti e riportare alla mente vecchie canzoni e nenie, di far assaporare di nuovo e all’improvviso odori e sapori quasi dimenticati e di far riemergere memorie di gesti visti e poi scomparsi nelle spire del tempo che passa.

 Dare vita a un ricordo – a volte crearlo dal nulla – è caratteristica insindacabile del bianco e nero, come se la sfrontatezza dei colori li rendesse troppo rumorosi per permettere di ricordare, troppo vivaci per assaporare in pace le memorie e troppo vivi per per rendere immortali i ricordi appena nati.

Il bianco e nero ha la capacità di parlare direttamente al cuore e di condurlo indietro nel tempo fino a luoghi in cui non è mai stato, di farlo ricongiungere con memorie ancestrali, che hanno visto altri volti e altre epoche, di dare vita a ricordi dipinti con pennellate leggere fatte di aneddoti e immaginazione.

Il bianco e nero è una fabbrica di emozioni, con una matrice vecchia quanto il mondo ma infinita e plastica, che si adatta e modella seguendo il flusso dei nostri ricordi.

Il bianco e nero è un incantesimo capace di soggiogare il tempo, di fare storia del futuro e speranza del passato. 

Chi di noi, generazione dai ricordi monocromatici, non ha sognato ad occhi aperti davanti a vecchie foto, immergendosi in un mondo che non aveva colore eppure sembrava così vero e vivo? Chi non ha provato ad immaginare quali emozioni provassero le persone nelle foto, senza fermarsi un solo attimo a chiedersi di che colore fossero quelle gonne vaporose, quei fiori sui davanzali o quelle case sconosciute ?

Il colore, che non sia in fondo solo futile rumore?

Quanto conta distinguere il rosso dal verde in una fotografia dai bordi sfumati di bianco, stampata su un cartoncino semi rigido dal bordino frastagliato, in cui il soggetto guarda la fotocamera con l’espressione solenne e lievemente velata di orgoglio di chi sa che la foto è sigillo di un evento speciale della vita e vuole godersi il suo momento, che diventerà eterno su un prezioso pezzetto di carta stampata, da conservare con cura meticolosa e grande rispetto?

Un’immagine a colori, pur pregna di emozioni e gioia, quanto ci mette ad arrivare alla parte più profonda di noi stessi, senza fermarsi prima a livello razionale, dove sarà analizzata, segmentata e scomposta secondo parametri stabiliti in base alle mode del momento?

E le nuove generazioni, i cui ricordi dei tempi lontani sono affidati a immagini digitali, fatte di colori e fotoritocco e a volte mai toccate e annusate (che meraviglia l’odore acre e pungente delle vecchie fotografie appena stampate!) cosa vedono in una fotografia in bianco e nero? Sono capaci di scoprire l’attimo eterno nascosto in un istante qualunque e reso antico dal silenzio della scala di grigi?

In ultimo, la moda dei filtri vintage è nata come un desiderio latente di attribuire un valore maggiore a qualcosa che sembra averne sempre meno o è solo un’ennesima trovata della società dell’estetica del selfie?

Quanto dura un attimo fotografato in bianco e nero?

 E’ già eterno ancora prima di viverlo.

costiera amalfitana

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angry cat
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amalfi coast

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Questa era Ravello in bianco e nero, ed è immortale 🙂

 

* All photos taken with a Canon EOS 6D and Canon lens ❤

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verde e di vento

Storie di verde e di vento

{Sarà il vento a soffiare troppo forte o saranno forse gli alberi a correre troppo veloci?}

Storie di verde e di vento

Qualche settimana fa mi trovavo in una zona molto verde della mia città e la voglia di scattare mi faceva compagnia anche mentre ci spostavamo in macchina, e cosa c’è di meglio da fare quando ci si annoia e si è al posto del passeggero? Scattare foto in movimento! 🙂

Il cielo terso e le nuvolette bianche hanno creato uno sfondo degno di un quadro impressionista e i rami degli alberi hanno dato vita a forme incredibili (lo vedete anche voi il vestito di foglie nella foto qui sotto?) disegnando nell’aria fantastiche scie di tutte le sfumature di verde. La natura è la forma d’arte più bella che esista! 

Il dubbio però resta, sarà stato il vento a soffiare troppo forte o gli alberi a correre troppo veloci?

Buon fine settimana!

verde e vento

Storie di verde e di vento

Storie di verde e di vento
Storie di verde e di vento

“And forget not that the earth delights to feel your bare feet and the winds long to play with your hair” 

 Khalil GibranThe Prophet

 

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ravello

I stood tip-toe… in Ravello (and I loved it!)

{Ravello #part1: Panorami e ceramiche}

I STOOD tip-toe upon a little hill,
The air was cooling, and so very still,
That the sweet buds which with a modest pride
Pull droopingly, in slanting curve aside,
Their scantly leaved, and finely tapering stems,
Had not yet lost those starry diadems
Caught from the early sobbing of the morn.
John Keats

panorama from ravello

Pensando al modo migliore per introdurre questo post dedicato ad un luogo incantevole come Ravello mi è venuto in mente l’incipit della poesia di John Keats del 1817 I stood tip-toe upon a little hill, perché è così che ci si sente quando si arriva quassù, dopo una lunga serie di curve a gomito con il mare ad un soffio che terminano avvolgendosi in una salita imponente, racchiusa all’interno della montagna: come se si fosse in piedi in cima ad una collina e ci si allungasse sulle punte per vedere il mare oltre i profumati limoneti, sporgendosi a cercare le spiaggette seminascoste che sanno di silenzio, sole e tranquillità.

Ravello non è soltanto un paesino affacciato sul mare, è poesia, profumo, pace. 

A differenza degli altri celebri paeselli della Divina Costiera Amalfitana, Ravello guarda il mare dall’alto, osservandolo con calma dai suoi splendidi giardini fioriti, come un pittore ad un belvedere, seduto all’ombra di una nuvola che cerca il colore del mare e del cielo nella sua tavolozza magica, capace di creare arte nell’arte.

A Ravello si respira un’aria speciale, densa della consapevolezza di trovarsi in un luogo incantato, fermo nel tempo, e allo stesso tempo leggera come i rami fioriti mossi dalla brezza marina.

Non c’è angolo che non sia in fiore, non c’è stradina o vicoletto dalle cui mura non spuntino fiori selvatici o casa o albergo che non accolgano i visitatori con vasi fioriti e profumi deliziosi. Ravello si visita anche con l’olfatto!

Arrivati sulla Piazza antistante il Duomo si ha già l’imbarazzo della scelta: sedersi ad uno dei tanti bar e gustare un buon caffè osservando il passaggio dei turisti, ammirare il panorama dal belvedere a picco sulle insenature della costa, addentrarsi in uno dei vicoletti che portano al cuore del paese, tra antichi palazzi trasformati in eleganti alberghi e giardini privati coltivati a profumatissima vite, visitare il magnifico Duomo o i giardini di Villa Rufolo, ad un passo dalla piazza? Ogni volta la scelta è difficile 🙂

Una cosa è certa: una sola giornata non basta per godere appieno dei panorami, delle sensazioni e degli odori di questo posto incantato.

Passeggiare tra i vicoli e trovarsi davanti all’improvviso un angolino di mare contornato da giardini in fiore e verdure mature, camminare lungo le stradine e passare accanto a cancelli che lasciano intravedere casette bianche che sanno di estate, rilassarsi all’ombra di muri di cinta da cui spuntano fiorellini selvatici che riportano alla mente le opere dei visitatori celebri che qui hanno soggiornato decantandone lo splendore e la pace… Ravello è un luogo senza eguali che le parole faticano a descrivere.

And many pleasures to my vision started; 
So I straightway began to pluck a posey 
Of luxuries bright, milky, soft and rosy. 

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minori's castle

Il castello tra Maiori e Minori, sulla strada per Ravello.

amalfi coast by night

La Costiera vista da Minori.

Le ceramiche

Le coloratissime ceramiche che trovate a Ravello fanno per lo più parte dell’antica tradizione vietrese, caratterizzata proprio dai colori vivaci che richiamano il giallo dei limoni, il blu del cielo e del mare e il verde delle colline circostanti la Costiera.

Frutta, fiori, api, asinelli, uccellini, casette e contadini al lavoro nei campi sono i soggetti tipici che si trovano dipinti su piatti, vasi, tazze, bicchieri e servizi da caffè: è praticamente impossibile visitare la Costiera e non portare a casa almeno uno di questi affascinanti pezzi di artigianato locale! D’altronde, cosa sarebbe un buon caffè senza una tazza in originale ceramica vietrese? 😀

Questo è il primo di più post dedicati a questo angolo di paradiso, alla prossima settimana!

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ceramica tradizionale vietri sul mare
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Continua la prossima settimana!

 

Cosa Vedere a Ravello:

Duomo

Villa Rufolo

Villa Cimbrone

Eventi

Ravello Festival 2014

VIAGGIO IN ITALIA, una mostra dedicata all’artista cinese WANG GUANGYI

 

* All photos taken with a Canon EOS 6D and Canon lens ❤

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